Cabo da Roca, alla fine del mondo

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Cabo da Roca, Portogallo © Andrea Lessona

Cabo da Roca, Portogallo © Andrea Lessona

Da Cabo da Roca, guardo l’orizzonte sfumare nel grigio infinito. Qui, sul punto più occidentale del continente europeo, “dove la terra finisce e comincia il mare” mi sembra davvero di essere arrivato alla fine del mondo.

Un pensiero che sino al XIV secolo era certezza: per tutti, queste scogliere impervie e frastagliate del Portogallo, sferzate dal vento freddo dell’Atlantico, erano il confine naturale della Terra.

Nel tempo, il luogo ha conservato il suo fascino antico: vergato dalla natura aspra e selvaggia che lo contorna, Cabo da Roca è però diventato un’attrazione turistica di troppe voci e poco rispetto.

Scogliere a Cabo da Roca © Andrea Lessona

Scogliere a Cabo da Roca © Andrea Lessona

Situato nella frazione di Colares del comune di Sintra, nel distretto di Lisbona, il Capo è parte del Parco Naturale di Sintra-Cascais: una riserva naturale ricca di molte specie animali.

Una strada stretta lungo la costa arriva a Cabo da Roca, dove su uno spiazzale libero si parcheggiano le auto o i pullman carichi di turisti. Appena scesi, la curiosità pacchiana spinge nel negozio di souvenir, il vento sulla costa.

Mentre davanti c’è il grigio infinito dell’orizzonte, sotto si sente il mare infrangersi sofferente contro le imponenti scogliere frastagliate. Appena sporto da uno dei sentieri che incidono la terra, le vedo arricciarsi e deflagrare in miliardi di spruzzi.

Rialzando lo sguardo sul promontorio, lo volgo a destra: lì, si trova il faro di Cabo da Roca. Realizzato nel 1772, è il primo costruito in Portogallo. La sua foggia attuale risale però al 1842.

Grazie al fatto di essere stato edificato a circa 150 metri sopra il livello del mare, fa sì che la sua luce di mille watt di potenza sia vista sino a 46 chilometri di distanza. E fenda le nubi che ogni tanto avvolgono la costa.

Dall’altra parte del faro di Cabo di Roca, c’è un monumento in pietra con una croce in cima. Su uno dei lati si trova una lapide con una citazione estrapolata da I Lusiadi (Os Lusíadas), il poema epico scritto dal poeta lusitano Luís Vaz de Camões (1524-1580).

“Aqui… Onde a terra se acaba e o mar começa….”. Mentre nella mente me la ripeto in italiano, “Qui… dove la terra finisce e comincia il mare”, guardo l’orizzonte sfumare nel grigio infinito.

Per approfondire:
Wikipedia

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