Biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra, meraviglia rococò

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Biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra, Portogallo © Andrea Lessona

Biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra, Portogallo © Andrea Lessona

Immenso scrigno rococò, la biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra custodisce quasi 40 mila libri: inestimabile tesoro del sapere antico che la rende la più importante raccolta monastica del Portogallo.

I suoi ottanta metri di lunghezza, nove e mezzo di larghezza e 13 di altezza occupano una parte importante dell’imponete edificio fatto costruire da João V a inizio del 1700 in questa città a 24 chilometri da Lisbona.

Mentre cammino le piastrelle in marmo rosa, grigio e bianco del pavimento, guardo i volumi della biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra sfilare immobili sui due ordini di scaffali. Per raggiungere quello superiore, una scala porta alla balconata a balaustra.

Alzando gli occhi oltre, lo sguardo diventa stupore nel vedere la volta a botte che sovrasta la sala. Fu l’architetto portoghese Manuel Caetano de Sousa che, su ordine dei canonici regolari di Sant’Agostino, la realizzò nel 1771.

La maggior parte dei volumi nella biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra sono testi stampati, tra cui diversi incunaboli: rappresentano il livello della scienza occidentale dal XIV al XIX secolo. Pochi, invece, i manoscritti. Tra loro ci sono gli spartiti musicali dei più grandi compositori portoghesi.

Per preservare valore e storia dei libri è stata anteposta un’intercapedine di aria fra i muri e gli scaffali. E, anche se sembra strano, nella sala vengono “ospitati” dei pipistrelli affinché mangino gli insetti presenti – il nemico principale, insieme all’umidità, dei volumi.

Arrivato in fondo al lungo corridoio della biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra, dove furono girate alcune scene della miniserie televisiva I viaggi di Gulliver, penso alla fatica di chi, questi tesori di carta, lì ha classificati.

Il primo fu il priore francescano Joaquim da Conceição nel 1797. Interrotto per l’occupazione francese, il suo lavoro certosino venne poi terminato nel 1819 da frate João de Sant’Ana.

Mentre torno verso l’uscita, mi fermo un attimo lungo il pavimento in marmo. Guardo un’ultima volta la sala: il silenzio avvolge la biblioteca del Palazzo nazionale di Mafra, e la rende ancora più preziosa.

Per approfondire:
Wikipedia

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